E dalla vetta del 2013 sento una voce incitante: buttati … è porfido!

Sono sopravvissuta ad una non fine del mondo, ad un Natale e al Capodanno. Sono immortale.

Sono finalmente passate le feste, giorni in cui l’anello di Sauron è stato di certo il regalo più desiderato per diventare invisibile, giorni in cui un viaggio in Tajikistan ha spesso spadroneggiato tra i miei pensieri come un fascio di luce in un quadro caravaggesco. Domani, un nuovo inizio, un inizio in cui vorrei avere la dignitosa e paziente rassegnazione della carta igienica, immobile e fiera nell’attesa del proprio destino. Domani , si srotoleranno ore e avvenimenti, complici  della mia trasformazione in barattolino d’odio; metamorfosi che sfida ogni legge secondo cui un contenitore finito può contenere un contenuto infinito, dove il contenitore sono io e il contenuto è odio distillato.

Aprirò gli occhi e sorriderò alla quotidianità con la gaiezza della madre del bambino che precipita, in carrozzina, dalla scalinata nella Corazzata Potemkin. Saluterò il mondo con la stessa allegria della voce fuori campo di “chi l’ha visto?”.

Quali sono i miei buoni propositi per il 2013? Nella mia top ten troviamo rispolverare l’hobby di incitare le persone a raccogliere petardi inesplosi.

E poi … ok, ho 32 anni, quasi 33. No, non ho un fidanzato. No, non ho figli. Si, curo tutti i giorni l’elasticità della mia pelle e del mio contorno occhi. Si, vivo ancora coi miei (ma ci sto lavorando, vedo la luce …). Penso ancora che congelarsi un ovaio possa essere un’idea intelligente. Penso ancora che la strada lesbo non sia da escludere… Ma che propositi posso pormi se non quello di cercare di scrivere un futuro semplice per un passato imperfetto?  Eh già, sono tempi duri per chi apre il cuore e non le gambe, e poi …  E poi nulla, ti rendi conto che la madre dei cretini è l’unica che tromba (beata lei)… Ma per me l’amore ha i tempi del colera e perciò lo accantono un po’, forse non è cosa per me, anche perché ancora non capisco come mai dovremmo essere due metà che si completano quando possiamo restare due interi che si sommano. Anche Chavela Vargas lo diceva, “Lo supe siempre. No hay nadie que aguante la libertad ajena; a nadie le gusta vivir con una persona libre. Si eres libre, ése es el precio que tienes que pagar: la soledad” ossia “l’ho sempre saputo. Non c’è nessuno che sopporti la libertà altrui; a nessuno piace vivere con una persona libera. Se sei libero, il prezzo che devi pagare è la solitudine.” Non importa, ho un piano B come sempre: mi è capitato di prendere seriamente in considerazione la strada del gioco d’azzardo, vista la mia sfortuna diciamo … in altri ambiti ;-) L’importante è ricordarsi di non accontentarsi di aspettare, alla fermata successiva, i treni che altri hanno perso. Soprattutto NON ACCONTENTARSI. Non voglio rendere questo post il muro del pianto  e quindi smetto e sono pronta a tornare alla mia ironia distillata al realismo scoppiettante di una modernità liquida, ma del resto era parecchio che non dicevo “che vita di merda” e non vorrei che vi foste fatti l’errata convinzione che fosse magicamente migliorata.

Nuove mirabolanti avventure punzecchieranno i talloni dei nostri prossimi mesi come tizzoni ardenti, e noi, fachiri scalzi e saltellanti a sangue freddo tra giorni pari e dispari, scoppiettanti e non.  Brindiamo … Buon duemilaecredici  a tutti!

 

2 thoughts on “E dalla vetta del 2013 sento una voce incitante: buttati … è porfido!

  1. zio

    che sei una Fantastica … ecco quello che penso , in stereo con Cintz,. Che sei una Fantastica / kiss zio

  2. Vale

    Cavolo se mi sono mancati i tuoi post mio piccolo barattolino d’odio :D

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