Tettonica? A volte

Ho deciso che siamo oramai sufficientemente in confidenza per parlare di un argomento che mi sta molto a cuore: le mie tette.  Lo so che non è giusto parlare delle assenti (cit.) ma l’argomento spesso attanaglia la mia mente e si da il caso mi stia molto a cuore. Ci terrei a fare una premessa: vengo da una famiglia del sud. Lì tutte le donne sono portatrici sane di seno. Alcune hanno anche il porto d’armi per la loro ottava misura. Ho visto donne usare l’incavo delle proprie tette come una borsa da viaggio stile Mary Poppins. Avete presente  la classica conformazione mediterranea? Fianchi burrosi, un decolté rigoglioso …  Nel mio caso, qualcosa deve essere andato storto se, quello che deriva dalle mie origini del sud e una vita passata al nord è l’innesto tra una Bialetti da 6 e una giara, fianchi si, tette no (forse mi stavo smerigliando il gargarozzo con un discreto numero di medie rosse all’epoca della scelta della coda esatta di distribuzione).

Non ho mai smesso di credere che prima o poi sarebbero apparse. E’ come fissare uno stereogramma, fissi l’immagine e poi aspetti quell’illusione di bidimensionalità. Devo dire che ero partita bene, da piccola, quando prima di quasi tutte le mie coetanee ero riuscita con un abile movimento di tettonica a zolle, a passare da una innocente retromarcia ad una quasi prima misura, suscitando in me imbarazzo e senso di diversità. Che ora ovviamente rimpiango, adesso che siamo alla deriva dei continenti.

Devo comunque averle avute un tempo, (ne sono quasi certa), poi per difendermi dalle forze del male le ho lanciate come missili, come Venus (l’amichetta di Mazinga) mi ha insegnato. Non sono più tornate indietro. Le coltivo mantenendo un guizzo di rassegnata speranza, leggo forum, mangio rucola in quantità industriale, bevo birra e faccio esercizio rassodando qui e li come posso. Il risultato è la dignitosa seconda misura di due mandarini che da tempo immemore non guardano nemmeno nella stessa direzione. Ecco, qualcuno direbbe che ho le tette litigate. Il seno è la prima cosa che si ritira a vita privata senza nemmeno lasciare un recapito quando decidi di metterti a dieta, retrocede come fa un mollusco di mare davanti al pericolo, si sciupa per dare spazio alla spianata delle moschee. Sarà per questa ragione che da un cinque sei mesi sto disertando il temibile appuntamento con la dietologa, ma no diciamo pure con la dieta. Lo faccio per loro, le rappresentanti della mia femminilità, le tette appunto. Rilevatore di intelligenza, quella dell’uomo: si dice che quanto più l’uomo si trovi davanti ad un seno grande, tanto più il suo cervello diminuisca. Diciamo che io posso agevolare un uomo dandogli una parvenza di attività cerebrale. Il mio dramma è quello di aver vissuto un’infanzia fatta di Drive In, Carmen Russo e film di Lino Banfi & Co. Dove le tette erano il comun denominatore di femminilità, bellezza e … lasciamo perdere …  Pensavo fosse naturale averle grandi così e quando la mia mamma si accorse che mi sentivo diversa e malata per questa carenza, si precipitò a spiegarmi che avere un seno piccolo oggi, contrasterà la forza di gravità domani.

Il poter continuare a dormire a pancia in giù, non cancellerà la forte invidia verso coloro che portano una misura abbondante di reggiseno anche se per fortuna oggi esistono i santi push up che danno un’aria dignitosa a tutto l’equipaggiamento, non che io ne faccia uso, si intende. Parlavo così, per sentito dire.

Concludendo posso tuttavia dichiarare di essere soddisfatta delle mie misure, delle mie tette tascabili che sono un po’ come i mobili Ikea: si adattano a tutti gli spazi, un po’ come lo swifter, arrivano negli angoli dove nient’altro riesce ad arrivare, ma soprattutto stanno in una coppa di champagne, contemporaneamente.

One thought on “Tettonica? A volte

  1. Tano

    egregia amministratrice
    capitai casualmente tempo fa su codesto blog che ho avuto il piacere di apprezzare e che riflette in maniera esemplare la sua splendida personalità
    mi trovo però in totale disaccordo sul post qui sopra..
    anche se le nostre strade si son divise parecchio tempo fa i miei ricordi associano alla sua persona, oltre alle indiscusse qualità personali,anche notevoli doti fisiche di leonardesca proporzione e di indubbia graziosità nei suoi due emisferi corporali, sia al di sopra che al di sotto della cintola.
    sicchè trovo fuori luogo, mi permetta, la sua velata critica alle sue protuberanze, seppur la forma con cui la espone è senz’altro ironica e pregevole.
    la pregherei quindi di rivedere la sua posizione sull’argomento e di vedere nelle sue forme un più proprio punto di forza della sua persona.
    cordialmente
    un suo fan

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